Dove siamo
L'Hotel Bellevue si trova a Cosio Valtellino, in Provincia di Sondrio. È situato sulla S.S. 38, alle porte di Morbegno. Ecco alcuni consigli su come raggiungerci:
  • Sud e centro Italia: dall'autostrada del Sole all'uscita di Melegnano prendere la tangenziale Est, seguire indicazioni Como-Torino che portano su tangenziale Nord, dopo poche uscite uscire all'indicazione V.le Zara in direzione Milano per 500m circa (in doppia corsia) inversione a U al primo semaforo e tornare verso Lecco-Colico.

  • Est e centro Italia: dall'autostrada Milano-Venezia uscire a Brescia Ovest. Percorrere la tangenziale in direzione Lago d'Iseo fino al suo termine e quindi prendere la S.S. 510 direzione Iseo-Boario-Darfo. Proseguimento lungo la S.S. 42 in direzione Edolo. Raggiunta Edolo imboccare la S.S. 39 in direzione Passo Aprica-Valtellina.

  • Ovest Italia via Milano: dall'autostrada Milano-Varese barriera di Milano, percorrere la Milano-Venezia direzione Venezia sino all'uscita Sesto. S. Giovanni. Seguire le indicazioni per Lecco. Riallacciarsi al percorso "Sud e centro Italia".
L'Hotel Bellevue si trova a Cosio Valtellino in Provincia di Sondrio (alta Lombardia), al confine nazionale con la Svizzera.


IL TERZIERE DI SOTTO
Il turista che, lasciato il Lago di Como, si dirige verso est si inoltra in un'ampia e verde vallata incorniciata a nord dalle Alpi Retiche e a sud dalle Alpi Orobie: la Valtellina.
L'ingresso della Valle è caratterizzato dalla presenza di una delle zone umide più importanti d'Europa: il Pian di Spagna. Da diversi anni classificato come Riserva è un paradiso naturalistico e luogo di passaggio e di svernamento di una ricca aviofauna.
A destra si susseguono i solchi profondi delle valli Orobiche:

- la Val Lesina, dominata dall'impressionante mole del Monte Legnone;
- le Valli del Bitto con i loro inconsueti palcoscenici di verdi pascoli e laghetti alpini, dove l'uomo ha affinato la tecnica della lavorazione del latte sino ad ottenere un prodotto di assoluta eccellenza qual è il formaggio Bitto.

La Valle di Gerola, ove, in località Sacco, è possibile ammirare la più bella rappresentazione dell'Homo Salvadego, figura leggendaria di tutto l'arco alpino, e dove si trova il comprensorio sciistico più vicino alla Pianura Padana: Pescegallo.
La Valle di Albaredo percorsa da antiche vie, quali la Priula, che collegavano Venezia al Nord Europa.
La Val Tartano, in inverno regno dello sci alpinismo, d'estate ammalia il visitatore con la bellezza della sua natura selvaggia e dei pascoli fioriti. Incastonati come gemme preziose nell'anfiteatro terminale della Val Lunga, i Laghi di Porcile riflettono nelle loro acque cristalline la suggestiva austerità delle cime circostanti.
A sinistra il versante retico con i soleggiati pendii della Costiera dei Cèch, disseminati di paesi e antiche contrade, di architetture rurali, palazzi nobiliari ed edifici sacri, in un susseguirsi continuo di terrazzamenti coltivati a vite.
Maestoso angolo delle Porte di Valtellina è la Valmasino: grandi vette, pareti granitiche, guglie e creste che creano un panorama mozzafiato, vero paradiso per gli alpinisti.
La principale cittadina che si incontra percorrendo il fondovalle è Morbegno, centro ricco di testimonianze storiche ed artistiche e sede di manifestazioni culturali ed enogastronomiche di tutto rilievo.
Tra i tanti modi che il turista ha a disposizione per gustare il paesaggio, lo "slow walk" è senz'altro quello che gli consente di mantenersi più a contatto con la realtà che lo circonda. Da questo punto di vista la pista ciclopedonale che si snoda a fianco del fiume Adda, con partenza dalla statale 36 per Chiavenna e arrivo a Regoledo (Cosio Valtellino), alle porte di Morbegno, rappresenta il percorso ideale per assaporare il paesaggio della Bassa Valtellina da una prospettiva diversa e ricca di suggestione.

I TESORI D'ARTE DI PORTE DI VALTELLINA
Accanto alle evidenti bellezze naturalistiche e paesaggistiche il territorio del Mandamento di Morbegno può vantare un considerevole patrimonio artistico.
Patrimonio che complessivamente presenta testimonianze di un storia artistica che spazia dal Romanico sino ai giorni nostri, con livelli di assoluta eccellenza per quanto riguarda l'epoca del Rinascimento e quella del Barocco.
Un percorso ideale attraverso la storia dell'arte in Bassa Valtellina, ancorchè limitato alle opere più significative, non può non partire da Piagno, nel comune di Cosio Valtellino, per una visita ai ruderi dell'antico Priorato di San Pietro in Vallate (sec. XI), vero gioiello del romanico lombardo.
Da ammirare a Morbegno lo splendido dipinto gotico della Vergine con Bambino, incastonato nella sontuosa cornice dell'ancona lignea nel Santuario della Beata Vergine Assunta. Opera che, con buona ragione, può essere assunta ad emblema dell'espressione artistica del Rinascimento nel Morbegnese. Sempre a Morbegno son di rilievo gli affreschi cinquecenteschi dell'ex chiesa domenicana di Sant'Antonio, ora riconvertita in auditorium.
Una menzione particolare merita la "Camera Picta" di Sacco in Valgerola (datata Pian di Spagna 1464) dove è possibile ammirare la figura leggendaria dell'Homo Salvadego.
Numerosissime sono le testimonianze barocche. Di rilievo le numerose chiese della Costiera dei Cech. Tra queste la chiesa di San Fedele a Mello, con dipinti di Carlo Innocenzo Carloni, la prepositurale di San Giacomo di Roncaglia e la chiesa di S. Andrea di Civo nelle quali sono presenti affreschi di epoche precedenti.
Di assoluto rilievo infine l'Oratorio Peregalli di Delebio, vero gioiellino rococò, e, a Morbegno, la collegiata di San Giovanni Battista dalla sontuosa facciata e il celebre Palazzo Malacrida, raffinata dimora ricca di affreschi e decorazioni a stucco.
L'Ottocento e il Liberty trovano espressione nelle facciate dei palazzi del centro storico, mentre l'edificio della Biblioteca Civica e il Tempietto che domina la città di Morbegno rappresentano interessanti esempi di architettura contemporanea.

MORBEGNO
Morbegno è il centro più importante della Bassa Valtellina. Posizionata allo sbocco delle Valli del Bitto è una cittadina provvista di buona vivacità sotto l'aspetto economico e culturale.
L'importante sviluppo industriale degli ultimi anni non ha per niente compromesso l'ampio patrimonio artistico, architettonico e storico, che non manca mai di stupire il visitatore.

Da vedere
Piccolo scrigno ricolmo di monumenti ed opere d'arte la città offre il suo volto migliore nel centro storico che si caratterizza per le viuzze dalla tipica impronta medioevale, le vecchie corti, gli antichi palazzi e i balconcini dalle caratteristiche ringhiere in ferro battuto. In aggiunta ai siti segnalati nel capitolo "I Tesori d'Arte", l'antico Ponte di Ganda (sec. XVIII), dal caratteristico profilo a schiena d'asino a tre arcate, merita senz'altro una visita.
Questo ponte, rifacimento di un precedente manufatto cinquecentesco, ha rappresentato per secoli l'unica possibilità di collegamento tra il versante retico e quello orobico.
Infine, da non perdere il Museo Civico di Storia Naturale.
Numerosissime manifestazioni si svolgono durante tutto l'anno. Da segnalare: Morbegno in Cantina (degustazione di vini di Valtellina nelle cantine del centro storico) e l'annuale Mostra del Bitto, dedicata al noto formaggio locale ed all'enogastronomia valtellinese in generale.
Per informazioni: www.portedivaltellina.it.

Parco delle Orobie Valtellinesi
Parco montano-forestale con estensione di 44.100 ha.
Quota: massima 3052 m (Pizzo Coca).
Quella delle Orobie è la prima catena alpina che si incontra risalendo verso nord la pianura lombarda. Il versante settentrionale, quello valtellinese, scende ripido verso la valle dell'Adda, segnato da profonde incisioni vallive ad andamento più o meno parallelo. È su questo versante che si estende il Parco delle Orobie Valtellinesi. Il confine superiore del Parco corre lungo la linea di cresta e coincide con quello della provincia di Sondrio dal Monte Legnone, a ovest, fino al Passo dell'Aprica, a est.
Poco conosciute dal turismo di massa, queste montagne custodiscono, accanto ad un'antica presenza umana, i segreti di una natura ancora intatta.

Porta del Parco di Albaredo per San Marco
Qui si tengono delle mostre annuali ed una mostra permanente sulla montagna.

Centro visitatori "La Casa del Tempo" (Ex chiesa di Gerola Alta)
La Val Gerola è una delle valli più interessanti del Parco delle Orobie Valtellinesi, sia dal punto di vista naturalistico che della storia dell'uomo con importanti rinvenimenti paleontologici.
Dopo la visita è possibile andare alla ricerca delle tracce lasciate dal tempo direttamente su tre sentieri attrezzati: il sentiero della natura, il sentiero della memoria ed il sentiero "Il sesto senso dell'Homo salvadego".

Centro visitatori "Il Legno materiale di Vita in Val Tartano" (Comune di Tartano)
Ente gestore Parco:
Consorzio Parco delle Orobie Valtellinesi - Via Toti, 30/c - 23100 SONDRIO
Tel.: 0342/21.12.36 - Fax: 0342/21.02.26
Web: www.parcorobievalt.com
E-mail: info@parcorobievalt.com

Cosa comprare
Oltre ai buonissimi salumi Valtellinesi più conosciuti ed ai famosi formaggi la slinzega, muscolo del manzo trattato come la bresaola; è un salume ideale da regalare, non necessita l'affettatrice ed è di piccola pezzatura. La bisciöla, tipico dolce Valtellinese, ripiena di fichi, uvetta, noci, intiepidita con una spruzzata di grappa rende felice ogni fine pasto, la cupeta con noci e miele, miele che si trova con facilità proveniente dagli alveari della zona. I funghi dei boschi della valle freschi o conservati, le mele, i mirtilli ed i piccoli frutti di bosco sono delizie per ogni palato.
Per l'artigianato; i pezzotti, tappeti una volta fatti di stracci e che ora danno un'impronta particolare all'arredamento di ogni casa, la pietra ollare ed il rame sono solo alcune delle cose per avere un ricordo continuo della Valtellina.
Giovedì, 29 giugno 2017 23013 Cosio Valtellino (Sondrio) - Italia - Via Statale, 33 (S.S. 38km 11+900)
Tel.: 0342/63.51.08 - 63.51.07 - 63.72.70
Fax: 0342/63.56.86
E-mail: info@bellevuevaltellina.com